I cereali negli alimenti per cani

I primi cereali coltivati e utilizzati dall’uomo sono stati il grano e l’orzo, coltivati nel sud-ovest dell’Asia dal 8500 avanti Cristo. Il riso è stato la prima coltivazione nell’est dell’Asia dal 7500 avanti Cisto e il mais in America centrale dal 3500 avanti Cristo.

Oggi grano, orzo, riso e mais sono fondamentali nell’alimentazione degli esseri umani. Purtroppo rappresentano anche una porzione significativa della dieta di molti cani.

Prendiamo ad esempio un alimento secco che contenga 25% proteine, 15% grassi, 10% umidità (cioè acqua), 3% fibra e 7% ceneri; la somma di questi nutrienti dà 60%, quindi il 40% sono carboidrati. Normalmente i carboidrati originano da uno o più dei cereali menzionati, in alcuni mangimi da patate o piselli.

I carboidrati non sono un nutriente essenziale per i cani. La loro funzione negli alimenti preparati è di fornire al cane energia digeribile e dunque assimilabile, ad un costo decisamente contenuto. Anche considerando il cane non un carnivoro, ma un onnivoro dobbiamo chiederci “se potesse scegliere il mio cane mangerebbe cereali per più di un terzo del suo pasto?”.  No non lo farebbe perché difficilmente sarebbe in grado di digerire i chicchi interi.

I cereali fanno male?

Non vi sono indicazioni che somministrare frumento, orzo, riso o mais possa danneggiare l’organismo dei nostri cani, ma devono essere di buona qualità. Tutti i cereali sono soggetti a muffe che sviluppano tossine che restano sul chicco e sono in determinate quantità tossiche. Queste muffe si sviluppano con condizioni di clima siccitoso e temperature elevate, per cui si ritiene che i cereali come grano, orzo e avena che si raccolgono in estate siano più a rischio. Lo stesso possiamo dire per il mais, colpito da molte muffe e raccolto tardivamente alla fine dell’estate. Il cereale più sicuro al momento è il riso.

La legge definisce i livelli massimi di contaminazione accettabili, gli studi relativi ai danni sono stati fatti solo per gli animali da reddito (vacche, suini, polli). Nulla vi è per i cani, dunque poiché i cani non possono entrare nella catena alimentare umana, non sono indicati al momento limiti, ne vengono fatti controlli. Tutto dipende dalla serietà degli acquisti e dei controlli del produttore di cibo per cani.

I cereali inseriti nelle formule sono tutti soggetti a cottura, così da rendere l’amido in esso contenuti digeribile quasi al 100% per i cani.  Gli alimenti secchi, le crocchette, sono sottoposte ad un processo di estrusione, durante il quale si raggiungono temperature tra i 120 °C e i 130 °C. Il processo è anche detto gelatinizzazione, cioè rottura dei granuli di amido attraverso l’azione combinata di umidità, calore e pressione.

Considerate anche che generalmente vengono utilizzati i sottoprodotti della molitura dei cereali, per esempio se si produce farina di grano 0 o 00 avrò anche delle farinette come sottoprodotti, o dei farinacci se meno raffinati.

Esiste un cereale migliore degli altri?

Questa è una domanda a cui non è semplice rispondere. La mia opinione è che il mais, per i rischi che ne possono derivare, sia da evitare e ritengo che non sia un caso che le aziende che producono prodotti di qualità non lo contemplino tra i cereali.

Orzo, grano, avena e riso sono cereali che dovrebbero essere inclusi “decorticati”, cioè privati della guaina protettiva che li riveste. Perché li rende meno digeribili.

Come nell’essere umano l’indice glicemico del cereale può essere un parametro interessante, poiché si riferisce alla velocità con cui l’alimento è scomposto e libera glucosio nel sangue. Il mais ha l’indice glicemico più alto, l’orzo il più basso e il riso si posiziona tra i due. Un indice glicemico basso è ideale per evitare l’insorgere del diabete.

Infine può essere interessante valutare anche l’indice allergenico che alcuni cereali possono avere per i cani: il glutine di frumento induce una patologia enterica molto simile alla celiachia degli esseri umani; alcune dermatosi allergiche possono essere indotte dal grano.

Meglio avere la carne come primo ingrediente?

Per un animale sostanzialmente carnivoro direi di si. Però attenzione a cosa comprate. Gli alimenti industriali con la carne come prima voce in etichetta non sono per forza i migliori. In alcuni casi prodotti che in etichetta riportano la carne come primo ingrediente possono contenerne meno di altri che la presentano in seconda posizione.

Nella tabella ho riportato due esempi di formule semplificate, la formula A ha la carne di pollo prima nella lista, ma la formula B contiene più carne di pollo, anche se al secondo posto nella lista. Nella realtà non è così semplice valutare una formula perché contiene molti più ingredienti. Tuttavia tutti i cellulari hanno la funzione calcolatrice e tutti noi abbiamo un cellulare. Quando scegliamo un alimento pre-confezionato per il nostro cane concediamoci il tempo di valutare diverse proposte, non facciamoci attrarre dalle belle immagini che propongono un alimento sano, fermiamoci a valutarne gli ingredienti e facciamo anche due conti: somma cereali e somma carni. In seguito potremo anche valutare quanti sottoprodotti che non capiamo sono nella lista, ma questa è un’altra storia.

Formula A

Formula B

Carne di pollo

150 kg

Riso

250 kg

Riso

125 kg

Carne di pollo

200 kg

Mais

125 kg

Mais

50 kg

Frumento

100 kg

Frumento

0 kg

 

 

 

 

Totale

500 kg

Totale

500 kg

Ritratto di Elena Garella

Elena Garella

Sono Elena Garella e da circa 20 anni mi occupo di alimentazione animale. Sono cresciuta in compagnia di cavalli e cani e l’alimentazione è stata da subito il mio principale interesse. Per questo dopo aver frequentato il liceo scientifico nella mia città natale, Roma, ho deciso di laurearmi in Scienze della produzione animale, a Pisa, e ho poi conseguito il dottorato di ricerca in Alimentazione animale a Bologna.