Le crocchette grain-free, la taurina e l’allarme americano sulle malattie del cuore

Nel mese di luglio sono stati segnalati numerosi casi di una malattia del cuore, la miocardite dilatativa, in razze di cani normalmente non colpite negli Stati Uniti. Secondo l’organizzazione che sta indagando, FDA o Food and Drug Administration, apparentemente il dato in comune sarebbe la diminuzione della presenza dell’aminoacido taurina nel sangue dei cani colpiti, che in effetti miglioravano somministrando taurina, dovuto al consumo di alimenti secchi (crocchette) grain-free, vale a dire senza cereali, ma con altre fonti alimentari come legumi, piselli, ceci, lenticchie e patate. La miocardite dilatativa è una malattia caratterizzata da debolezza del muscolo cardiaco, che determina una diminuita capacità del cuore di pompare sangue e se non trattata a insufficienza cardiaca.

Quali sono le reali conoscenze riguardo al ruolo dell’alimentazione e in particolare della taurina nello sviluppo di questa malattia del cuore e come mai le autorità americane hanno puntato il dito contro gli alimenti secchi senza cereali o grain-free?

Le crocchette grain-free sotto la lente d’ingrandimento

Perché gli alimenti secchi o crocchette, senza cereali, sono sospettate di poter causare la cardiomiopatia dilatativa? Inizialmente, la FDA ha constatato che tutti i cani segnalati, apparteneti a razze o taglie che non sono predisposte geneticamente o per il metabolismo alla malattia, venivano alimentati con mangimi grain-free. Tuttavia, numerosi tecnici e riceratori hanno cominciato a sollevare dei dubbi su un sospetto così generico. In questi due mesi si è giunti a restringere il campo dei dubbi: si ritiene che siano le crocchette senza cereali e con ingredienti completamente inusuali o novel ingredients, che potrebbero causare una mancanza di livelli adeguati dell’aminoacido taurina. Negli ultimi anni, alcuni produttori hanno cominciato ad offrire gusti quali: cinghiale e lenticchie, canguro e ceci, ecc. Questi ingredienti, legumi e carni, non sono perfettamente noti dal punto di vista nutrizionale per il cane, non si conosce la biodisponibilità dei nutrienti, vale a dire se le proteine e i minerali presenti in essi siano non solo digeribili, ma assimilabili dall’organismo dei cani e in che misura. Inoltre, la composizione di qualsiasi alimento, in quanto prodotto in natura, non è fissa, ma varia, la differenza è che per alimenti consueti, il pollo o il grano per esempio, esiste un’ampia casistica, mentre per quelli nuovi no (Aldrich, 2018).

Perché è importante? Perché l’aminoacido taurina non è utilizzato per costruire le proteine dall’organismo, ma è un aminoacido libero, che si trova nel sangue e in alcuni tessuti, e contribuisce alla salute e al funzionamento del cuore e alla formazione della bile, che serve per digerire i grassi della dieta. In pratica, si ritiene che questi particolari alimenti secchi, senza cereali e con carni e legumi, non forniscano una sufficiente quantità dei due aminoacidi, molto comuni, metionina e cistina, utilizzando i quali la maggior parte dei cani sintetizza la taurina necessaria per stare bene.Un'altra supposizione è che le proteine, presenti in alcuni di questi prodotti, potrebbero essere principalmente da legumi e non da carni, perché meno costose. I legumi contengono una buona percentuale di oligosaccaridi, delle fibre solubili, che fermentano nel colon e possono avere un riflesso negativo, diminuendo la quantità di taurina riassorbita da questa parte di intestino, fondamentale per l’organismo del cane (Aldrich, 2018).

Dobbiamo demonizzare dunque queste crocchette? No, il consiglio divulgato da la FDA, i veterinari e i nutrizionisti è: leggete l’etichetta, se i legumi, le fave, le lenticchie, i ceci, i piselli e le patate sono il primo o il secondo ingrediente astenetevi da acquistare il prodotto, specie se il vostro è un cane a rischio (vedi tabella seguente), sino a quando l’investigazione non sarà terminata.

 

Fattori di rischio probabili per una miocardite dilatativa da carenza di taurina

Razza

Altri fattori

Cocker spaniel americano

Cani di razza a taglia grande/gigante

Setter inglese

Cani con metabolismo più lento del normale

Golden retriever

Sesso maschile nelle razze soggette

Labrador retriever

Età da medio adulto a senior

Terranova

 

San Bernardo

 

Pinscher (50%)

 

Le patate, le proteine di bassa qualità e le crocchette vegane

Perché ho citato le patate precedentemente, che non sono legumi? Perché gli esperti americani temono che questo ingrediente, ricco di amido, ma povero di proteine, possa essere un ingrediente troppo presente, se al primo o secondo posto della lista di ingredienti, diminuendo la quantità di proteine animali a disposizione del cane. La vera questione, però, è sempre la qualità delle proteine presenti in una dieta, sia dal punto di vista dell’origine, animali o vegetali, sia del trattamento.

Sappiamo da esperienze precedenti, che la mancanza dell’aminoacido taurina nella dieta può essere dovuta a:·       Minima inclusione di proteine     

  • Minima inclusione di proteine
  • Cattiva qualità delle proteine
  • Molte fibre

Ancora una volta emerge che sono gli ingredienti che compongono la dieta e la loro quantità, il problema. Per questa ragione, la lente di ingrandimento è anche sulle formule vegane per cani, vale a dire totalmente prive di proteine animali. Sappiamo che questa è una scelta etica di alcuni di noi e che in certi casi si vuole condividere anche con il nostro amico a quattro zampe. Questi alimenti sono composti da proteine vegetali, soia e legumi, e da altri alimenti, sempre vegetali. Sarà bene porre molta cura nel valutare la loro composizione, perché anche la soia, come i legumi, contiene gli oligosaccaridi. Inoltre. alcuni legumi hanno dei fattori antinutrizionali, che in alcuni soggetti manifestano evidentemente la loro presenza con dolori addominali e gas intestinale (Freeman, 2018). Il cane è un carnivoro opportunista, può mangiare altri alimenti che non siano carne, ma in quantità adeguate, consiglio a chi ha fatto questa scelta di leggere anche Dieta vegetariana? Si, con tanta attenzione.

In qualsiasi tipo di crocchette, oltre al tenore di fibra, un 3% è in genere sufficiente, leggete anche nella lista degli ingredienti quale tipo di fibra, alcune ricerche scientifiche indicano le polpe di barbabietola come una fibra solubile, che fermentando nel colon potrebbe diminuire la quantità di taurina riassorbita (Ko e Fascetti, 2016). Questo non vuol dire di non acquistare una crocchetta con le polpe di barbabietola nella lista degli ingredienti, ma di incrociare il dato della percentuale di fibra, sempre indicato per legge, e della posizione della fonte di fibre, sarebbe bene senpre dopo l’olio o il grasso aggiunto, ad indicare che non è uno degli ingredienti maggiori in formula.

Infine, in passato è stato teorizzato che la percezione, mai provata, che l' associazione tra la farina di carne di agnello e la presenza scarsa di taurina fosse dovuta a livelli di aminoacidi disponibili bassi nella farina di carne di questo animale o per un danno dovuto alla produzione con alte temperature di questo ingrediente o a un fattore legato alla presenza della farina di carne di agnello e alla crusca di riso.

cane felice

I cani e la necessità dell’aminoacido taurina

L’organismo dei nostri amici a quattro zampe necessita della taurina per mantenere in salute e funzionante il cuore, perchè partecipa alla composizione della bile, perchè serve per la digestione dei grassi presenti nella dieta, perchè partecipa a mantenere le funzioni della retina, quindi la vista, e aiuta a mantenere in salute le attività riproduttive.  Si tratta di un aminoacido molto particolare, a differenza di quasi tutti gli altri non serve per costruire le proteine, ma rimane come aminoacido libero nei vari tessuti del corpo e nel sangue in circolo.  Molti cani sintetizzano la taurina nel loro organismo partendo da due altri aminoacidi, metionina e cistina, questo significa che, se adeguatamente nutriti, molti cani non hanno un fabbisogno definito in taurina, mentre altri possono avere bisogno di una fonte di questo aminoacido nella dieta. Esistono evidenze scientifiche che alcune razze di cani, e probabilmente alcune linee particolari all’interno di queste razze, presentano un’elevata incidenza di miocardite dilatativa dovuta a mancanza di taurina. Sembra, anche se la causa esatta non è ancora nota, che alcune razze presentano o un fabbisogno molto alto di questo aminoacido o un’anormalità nel metabolismo che influisce negativamente sulla sintesi o sull’utilizzazione della taurina. Anche la taglia grande o gigante del cane da adulto e il metabolismo lento potrebbero influenzare negativamente la produzione di questo aminoacido nell’organismo e generare un maggior fabbisogno dietetico.

 Cosa fare dunque?

Una prima considerazione è che i 200 casi di cardiomiopatia dilatativa in razze non propense sono stati segnalati tutti negli Stati Uniti e non in Europa (Aldrich and Freeman, 2018). Nonostante ciò tutti i fattori che abbiamo analizzato e che possono influire negativamente sulla qualità della dieta che offriamo ai nostri cani non devono essere rimossi, i legumi, i piselli, alcune carni esotiche non sono ancora conosciuti in maniera approfondita dal punto di vista nutrizionale. Le patate sono fonte di un amido facilmente digeribile per i cani, ma hanno anche presenza di sostanze indigeribili.

Il mio consiglio è di scegliere una dieta che contenga un buon livello di proteine animali di ottima qualità (carne fresca e/o disidratata per prime), che contenga la quantità minima di proteine vegetali (legumi e/o soia al quarto o quinto posto della lista degli ingredienti), che non abbiano un ingrediente vegetale al primo o al secondo posto. Questo non vuol dire che le diete che non soddisfano uno di questi suggerimenti non siano valide, semplicemente non possiamo controllare facilmente se e quale integrazione con aminoacidi di sintesi, per esempio, sia attuata nella formula. E’ vero, esiste la possibilità di chiamare un numero, che l’azienda produttrice deve chiaramete indicare, ma in genere rispondo operatori di un call-center, non tecnici preparati. Consultatevi con il medico veterinario di vostra fiducia o il professionista nutrizionista che segue l'alimentazione del vostro amico a quattro zampe.

Un altro consiglio è variare, scegliete due o tre gusti e due marche di buona o ottima qualità. Variate il gusto ogni settimana, anche  ai cani piace cambiare sapori, e possibilmente cambiate marca almeno ogni 6 mesi, meglio ogni 4. In questo modo effettuerete una rotazione che consentirà di cambiare l’integrazione vitaminico-minerale e dei micro-ingredienti aggiunti (MOS. FOS, estratti fitoterapici, oli essenziali, ecc.).

 

Bibliografia

1.    Aldrich G., Freeman L., Hartogensis M. FDA: possible dog food link to canine dilated cardiomyopathy. Webniar 2018, Wattglobal.

2.    Bussadori C., Borgarelli M., Santilli R., Chiavegato D., Cardiopatie ereditarie nel cane. In: Patologie genetiche oggetto di controllo. Veterinaria, Anno 24, n. 2, Aprile 2010, pp.27-37.

3.    Backus RC, Ko KS, Fascetti AJ. “Low plasma taurine concentration in Newfoundland dogs is associated with low plasma methionine and cysteine concentrations and low taurine synthesis.” Journal of Nutrition 2006; 136:2525-2533.

4.    Delaney SJ, Kass PH, Rogers QR, Fascetti AJ. “Plasma and whole blood taurine in normal dogs of varying size fed commercially prepared food.”Journal of Animal Physiology and Animal Nutrition 2003; 87:235-244.

5.    FDA Center for Veterinary Medicine.FDA investigating potential connection between diet and cases of canine heart disease. July 2018.

6.    Freeman LM, Rush JE, Brown DJ, et al. “Relationship between circulating and dietary taurine concentrations in dogs with dilated cardiomyopathy.” Veterinary Therapeutics 2001; 370-378.

7.    Ko and Fascetti. Dietary beet pulp decreases taurine status in dogs fed low protein diet. Journal of Animal Science and Technology (2016) 58:29

8.    Ko KS, Backus RC, Berg JR, et al. “Differences in taurine synthesis rate among dogs relate to differences in their maintenance energy requirement.” Journal of Nutrition 2007; 137:1171-1175.

Ritratto di Elena Garella

Elena Garella

Sono Elena Garella e da circa 20 anni mi occupo di alimentazione animale. Sono cresciuta in compagnia di cavalli e cani e l’alimentazione è stata da subito il mio principale interesse. Per questo dopo aver frequentato il liceo scientifico nella mia città natale, Roma, ho deciso di laurearmi in Scienze della produzione animale, a Pisa, e ho poi conseguito il dottorato di ricerca in Alimentazione animale a Bologna.