Coronavirus e cani: facciamo chiarezza

border collie e ragazza all'aperto

Come si è creata la notizia falsa che i cani potessero infettare gli esseri umani con il coronavirus? Tutto è cominciato il 28 febbraio con una notizia, diventata virale è il caso di dirlo, che il cane di un ammalato da COVID 19 a Hong Kong  fosse esso stesso infettato.

Non si conosce la ragione per cui le Autorità Sanitarie di Hong Kong abbiano deciso di testare quel cane, ma dai test esso è risultato debolmente positivo al virus a livello delle mucose del naso e della bocca. In cane è stato quindi posto in quarantena veterinaria per poterlo osservare nei giorni seguenti.

Una notizia di questo tipo diffusa rapidamente ha creato, soprattutto in Cina, una psicosi che ha portato ad abbandonare o uccidere cani e gatti di proprietà. Anche in Italia sono apparse false notizie che invitano a liberarsi del proprio cane per non essere contagiati.

Furry Angels Heaven

Ma cosa è realmente successo in Cina?

Molto interessante è il report del 29 febbraio della BBC ( https://www.bbc.com/news/world-asia-china-51614957) che ha intervistato dei volontari che recuperano i cani abbandonati o randagi. I proprietari di cani e gatti che si sono ammalati e sono stati posti in quarantena non hanno potuto portare gli animali con loro e nonostante le rassicurazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità che non vi sia evidenza che i cani possano infettare l’uomo con il virus, moltissimi sono stati abbandonati per strada.

I volontari di Furry Angels a Wuhan hanno recuperato molti cani abbandonati, la situazione è molto difficile perché nessuno era autorizzato a circolare per strada (sembra che lunedì 9 marzo riapriranno le prime aziende) e gli animali sono rimasti all’aperto senza cibo, né riparo.

Molti proprietari ammalati hanno fatto ricorso ad altri volontari che si recano nelle loro case a somministrare cibo ai cani e ai gatti, ma nell’intervista la BBC riporta che ci sono troppi cani per il numero di volontari e molti finiscono per morire di fame.

Possiamo, quindi, concludere che l’ignoranza e la paura, unite allo mancanza sia di volontari, sia di buona volontà dei parenti ha creato una situazione crudele e inutile.

Come dobbiamo comportarci?

Secondo Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità oggi non vi sono prove che dimostrino che cani o gatti possano essere infettati dal Coronavirus 19, né che possano essere una fonte di infezione per l’uomo.

Tuttavia non è neanche possibile escludere che il cane risulti debolmente positivo al virus a causa della malattia della proprietaria. Infatti, a scopo puramente precauzionale, il Centro per il controllo delle malattie negli Stati Uniti (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/about/steps-when-sick.html), suggerisce alle persone contagiate da COVID 19 di limitare il contatto con gli animali, come si fa con le persone del proprio nucleo familiare (niente baci, non condividere il cibo dalla tavola).

Nel caso si sia infetti e si sia anche l’unica persona che può prendersi cura del cane o del gatto, la WASA, Associazione mondiale dei veterinari di animali da compagnia ha diffuso un documento (https://wsava.org/wp-content/uploads/2020/02/COVID-19_WSAVA-Advisory-Document-Feb-29-2020.pdf) in cui consiglia di indossare una mascherina se il contatto con l’animale è necessario. Se possibile, dicono, meglio stare lontani dal nostro amato animale, per proteggerlo.

Un altro consiglio interessante della WASA è cosa fare in caso il nostro cane abbia bisogno di cure veterinarie, ma è stato in contatto con una persona malata di coronavirus: avvisare il medico veterinario, prima di portare il cane direttamente in ambulatorio. E’ necessario informare il veterinario del contatto dell'animale con una persona contagiata e attenersi alle indicazioni della struttura veterinaria.

ragazzo con il suo cane

Cosa sono i coronavirus?

Coronavirus è un nome generico per indicare un certo numero di virus chiamati così per le sporgenze che se presentano sulla loro superfice, se osservati con il microscopio elettronico.

In questa famiglia di virus ve ne sono alcuni che colpiscono solo gli animali e altri che colpiscono solo gli esseri umani. Quelli che colpiscono l’uomo sono caratterizzati dal causare infezioni delle vie respiratorie.

I testi veterinari indicano come malattia dovuta a coronavirus una infezione intestinale altamente infettiva, che colpisce soprattutto i cuccioli con meno di 6 settimane di età. La malattia intestinale determina dolore intestinale e diarrea per alcuni giorni e si manifesta soprattutto in quei cuccioli allevati in ambienti igienicamente carenti e troppo affollati.

Questo tipo di coronavirus non colpisce l’uomo in nessun caso.